mercoledì 25 febbraio 2015

120 Sfumature di Sodoma

So che le mie locandine non sono il massimo ma... tant'è!

Sì, pure io, oggi, vi parlerò di queste maledettissime "50 Sfumature di Grigio", il libro della James che ha venduto milioni di copie ma che tutti disprezzano (ma a qualcuno deve pur essere piaciuto, no?) e di cui, recentemente, è uscito il film. Quest'articolo, infatti, doveva uscire proprio per S. Valentino ma lo studio una serie di contrattempi hanno fatto sì che il tutto slittasse fino ad ora. Come chi mi segue su Facebook saprà ho letto questo fantomatico romanzo: non si può criticare qualcosa, a mio parere, senza averla conosciuta. Ma non voglio star qui a dare un mio giudizio critico sull'opera: vi basti sapere che, per usare un eufemismo, non mi ha fatto impazzire anche se, devo ammettere, in un paio di punti mi ha strappato un ironico sorriso (vedi la scena dell'amplesso in periodo di mestruazioni con conseguente bagno, tutti sporchi, nella stessa vasca ad esempio). Stasera vi voglio far riflettere sul suo rapporto con due grandi precedenti del genere erotico che presentano forti similitudini: le misteriose "120 Giornate di Sodoma" (1785) di De Sade e "La Venere in Pelliccia" (1870) di Sacher-Masoch, due scrittori a cui dobbiamo, rispettivamente, il termine "sadismo" e "masochismo". Oggi, in ogni caso, non approfondisco più di tanto questi due romanzi perché meritano un discorso a parte: ci tornerò su tra non troppo!

Il signor De Sade
Il signor Sacher-Masoch















Sia chiara anche un'altra cosa: la mia analisi delle similitudini è abbastanza fine a sé stessa. L'autrice ha, infatti, dichiarato che "50 Sfumature" è una serie nata come fanfiction (racconti creati dai fan partendo da una storia inventata da altri) di Twilight, la celebre saga vampiresca per adolescenti con un'età compresa tra i 12 e i 18 (nei casi più gravi anche fino ai 21) anni. Quindi, se la James ha letto i nostri due classici, se li è subito dimenticati buttandoli nel caminetto ma non prima di aver rubato un paio di idee (ops, forse avrei dovuto dire spunti!) che le facevano comodo. Non posso credere che, però, abbia apprezzato questi due romanzi: il risultato non sarebbe stato questo, veramente!

La signora James
Qualcuno avrà sentito parlare de "Le 120 Giornate di Sodoma" per via del film di Pasolini o per la nera fama di libro terribile ed estremo che si porta dietro. Casomai il nome non vi dica nulla vi basti sapere questo: 4 nobili organizzano un festino sadico in un castello sperduto in cui seviziano e torturano ragazzini di entrambi i sessi fino alla morte. Il tutto è condito da
discrezioni crude di ogni tecnica sessuale fino ad arrivare alle più estreme che comportano un vero e proprio dolore fisico della vittima: si va a creare così una sorta di "enciclopedia sessuale", una cosa mai vista prima e che lasciò tutti sbalorditi di fronte a tale danza macabra di morte. I punti di collegamento con le 50 sfumature? Da dove iniziare? Forse dalla camera delle torture? Forse da alcune pratiche sessuali praticate dal signor Grey (acqua e sapone rispetto al signor De Sade, comunque)? Oppure dal ruolo inevitabilmente sottomesso che assume la donna? A voi la scelta ma se cercate una sessualità sfrenata (e qui mi riferisco soprattutto ai maschietti che speravano in qualcosa di un po' più spinto anche al cinema) e priva di regole e che proponga qualche "gioco" particolare provate con le 120 Giornate: troverete tanti "giochi" con cui cimentarvi... se ne avrete il coraggio!

La somiglianza che più mi ha colpito è quella, invece, con "La Venere in Pelliccia di Masoch" da cui la nostra James ha tratto l'elemento fondamentale del suo successo letterario: il contratto a sfondo sessuale. Ebbene sì, nemmeno questo si è inventata! In "La Venere in Pelliccia" è l'uomo a sottostare a una donna fredda e spietata firmando un documento con cui si sottopone al suo più che completo dominio fino ad arrivare ad
affidarle la propria vita. I ruoli si invertono ma la sostanza rimane la stessa: l'essenza del masochismo stesso è quella di darsi all'altro in tutto e in "50 Sfumature di Grigio" la cosa è stata sfruttata, a mio parere, in modo originale per i dettagli che caratterizzano il contratto ma non a sufficienza in quanto manca un po' di "azione" in quel senso. Tanto per farci un'idea, ne "La Venere in Pelliccia" si arriva a veri atti di umiliazione e violenza voluti dal firmatario fino a giungere alle frustate (comunque ancora niente in confronto a De Sade). Da notare anche come con questo film ci si mantenga sul piano dell'astrazione narrativa mentre Masoch questo contratto l'aveva firmato sul serio con la moglie!


Vogliamo tirare due somme? "50 Sfumature di Grigio" è un'ottima trovata commerciale fuor di dubbio: ha saputo risollevare l'aspetto "porno soft" sopito in molte donne di mezz'età che non sapevano che pesci pigliare col marito. Ha poi condito il tutto con uno stile MOLTO semplice aggiungendovi una spolveratina di banalità che non guasta mai. Ma sapete che vi dico? Sono contento così, sul serio. Magari non sarà ottimo ma ha spinto molte persone a leggere qualcosa: non si può pretendere che tutti leggano mattoni russi dell'ottocento se fino al giorno prima si addormentavano con le raccomandazioni sul retro dei deodoranti. Teniamo
anche conto che, per fortuna, molte persone lavorano anche con ritmi molto sostenuti e non sempre hanno voglia di tornare a casa e leggere qualcosa di impegnativo. Col mio articolo voglio invitare chi ha letto "50 Sfumature di Grigio" a recuperare delle opere che poterebbero interessargli, non voglio accusare da plagio l'autrice né pensare che siano riferimenti culturali pensati per un pubblico in grado di apprezzarli. Voi che ne dite? Giusto leggere qualunque cosa o piuttosto è meglio tornare a fare solitari al computer? Fatemelo sapere qui sotto con un commentino (sono aperti a tutti) oppure sulla pagina Facebook! 

Intanto vi do l'appuntamento a lunedì con la recensione lampo del saggio "Spezie" di Francesco Antinucci! Scusate se l'articolo è un poco superficiale ma è un miracolo che, con un esame alle porte, sia riuscito a pubblicare qualcosa: se volete saperne di più stasera alle 7 e mezza esce su Facebook un post in cui vi spiego tutto! Buona giornata a tutti!

venerdì 20 febbraio 2015

Recensione Lampo (01): "Storia di un Corpo" di Daniel Pennac

Manu Larcenet
Non so se mi è mai capitato di leggere un libro a febbraio e di considerarlo,
Daniel Pennac
con ogni probabilità, il migliore letto durante l'anno. Sia chiaro, leggo molto in base all'umore e a quello che voglio o devo approfondire, non vado mai alla ricerca del volume "perfetto", quello che per forza ti emoziona in maniera unica e particolare: eppure, quasi per caso, questa volta è successo. Mi riferisco, come avrete capito dal titolo, a "Storia di un Corpo" di Daniel Pennac nella sua versione ampliata e illustrata da Manu Larcenet, edizione che consiglio per via dell'altissima qualità dei disegni che la accompagnano.


Il romanzo è scritto sotto forma di diario tenuto da un uomo (che rimane tutto il tempo anonimo) e inizia nel 1936 fino ad arrivare al 2010. Il periodo storico attraversato è dei più intensi ma non una parola viene detta al riguardo: l'attenzione è tutta rivolta alla fisicità del Corpo (termine che
ripeterò spesso ma è il punto centrale della recensione, ESIGE di essere ripetuto!) con tutti i suoi acciacchi, piaceri e dolori. Nessun pudore ferma l'autore: il corpo va accettato nella sua interezza, senza freni o reticenze. In questo modo si passa dagli escrementi alla consistenza della vellutata della pelle, dai brufoli pieni di pus alla gioia del sesso, dalla vita alla morte. Qualunque evento esterno riguardi il nostro protagonista (scuola, lavoro, simpatie politiche e sportive) scompare: nella vita ci dimentichiamo sempre della centralità che assume il nostro corpo, motore attorno a cui ruota ogni nostra attività e che non può in alcun modo essere sostituito ma, al massimo, supportato.



Il corpo come crescita e il corpo come decadimento sono aspetti fondamentali, due facce della stessa medaglia, che spesso si dimenticano in base al periodo in cui ci troviamo. Il corpo altrui è solo accessorio, viene raccontato solo quando viene a contatto col nostro: non a caso il titolo del libro è "Storia di UN Corpo": non siamo diversi gli uni dagli altri, quello che proviamo noi lo provano anche gli altri. E questo solo apparentemente è un concetto banale: la capacità di immedesimarsi in qualcun altro è un dono, mai un punto solido di partenza come, invece, dovrebbe essere.



Nel libro si susseguono nomi di persone che magari non si sono mai viste, situazioni non spiegate (non si capisce bene dove viva il protagonista o che lavoro faccia) e giudizi che non si basano un pensiero che si sviluppa nel tempo. Ma in fondo tutte queste cose sono estremamente superflue, dei semplici dettagli: ci si immedesima così tanto nel protagonista che cresciamo con lui, si arriva a non avere una vera percezione distinta dei nostri corpi, quasi fossero una cosa unica. Compare un nome nuovo? "Ma certo, sarà quel vecchio compagno di collegio di tantissimi anni fa..."


Avete bisogno di altri suggerimenti per acquistare questo romanzo immediatamente? Perfetto per i ragazzi che stanno crescendo, per gli adulti per riconoscersi nel proprio sesso o nelle meraviglie dell'altro, per i genitori per provare quello che provano i figli, per i figli per provare quello che hanno vissuto e vivono i genitori. Il viaggio di una vita è lungo ma se lo si affronta insieme non fa più paura. Daniel Pennac ha raggiunto le vecchie cime del ciclo della "Famiglia Maloussen" e ci dimostra quanto sia potente la forza della vita.

Le recensioni sono "lampo" non a caso: sono piccoli pareri sulla piacevolezza di un'opera, non sul loro contenuto (per quello vi sono gli articoli). Ovviamente questo non è il primo libro letto quest'anno ma l'ho voluto scegliere come apertura di questa rubrica proprio perché speciale. Come vi pare come formato? Vi piace? Fatemelo sapere qua sotto con un commentino o sulla pagina Facebook che trovate QUA. Noi ci vediamo mercoledì con lo speciale di S. Valentino (anche se in ritardissimo) "120 Sfumature di Sodoma"! Ci vediamo!


mercoledì 18 febbraio 2015

"Collana #purogenio" (02): Wikipedia è #purogenio (se la sai usare).

Ciao a tutti! Oggi vi voglio dimostrare perché Wikipedia sia #purogenio (a patto di saperla utilizzare, ovviamente). Vi ricordo che con #purogenio intendo tutto ciò che è stato creato nel momento giusto, nel modo giusto e con tutti i giusti criteri per essere, a mio parere, qualcosa di assolutamente geniale, come già vi avevo detto nel primo articolo della serie su "We're Only in it for the Money" di Frank Zappa (lo trovate QUA). Prima di tuffarci nel fitto della discussione rivediamo un attimo di che stiamo parlando, giusto per rinfrescarci la memoria.



Nato nel 2001, l'ambizioso progetto "Wikipedia" vuole diventare un'enciclopedia online assolutamente gratuita, in continua evoluzione e a cui gli utenti stessi portano un costante contributo. Inizialmente di nicchia, col passare degli anni si amplia sempre di più (attualmente vi sono 4.720.295 articoli in lingua inglese) e passa fasi alterne: in origine osannata come innovazione rivoluzionaria perde, poco alla volta, di credibilità secondo la diffusa opinione popolare che gli articoli non siano controllati da nessuno o che, in genere, siano poco credibili.

La prima Wikipedia
Prima però di andare a sfatare questo finto mito ( o meglio, a imparare a raggirarlo) diamo una rapidissima occhiata a quello che c'era prima di Wikipedia. Le enciclopedie nascono solo nel 1700 in Francia e si affermano molto presto in tutta Europa, ovviamente in formato unicamente scritto. Quando i computer hanno cominciato a diffondersi sempre di più nelle case degli italiani sono cominciate a circolare delle versioni in formato CD con un programma apposito da installare: ci di voi si ricorda di "Encarta"? Io sì, e arrivò in casa mia proprio nel periodo dell'apertura di Wikipedia e subito si rivelò solo parzialmente utile perché aveva un GRANDE difetto (oltre al costo che rimaneva altino): non si aggiornava. Ogni anno ti dovevi prendere la versione nuova (cosa mai fatta) se no ciccia, se ne faceva semplicemente a meno, come quando l'enciclopedia era in formato scritto.

"Aggiornata ogni mese via Internet" diceva la confezione... come no, proprio!

Quindi pensate alla rivoluzione: una marea di informazioni in continuo aggiornamento a costo 0! Che cosa si poteva desiderare di più? Magari un minimo di accuratezza potreste dire voi e... non vi si può dare tutti i torti! Effettivamente non sempre il controllo sulla piattaforma è perfetto e bisogna stare attenti MA ciò non toglie che vi siano dei semplici meccanismi che, se avrete più di due neuroni connessi, non farete fatica ad applicare per evitare certe falle (se trovate quel che segue banale e scontato ricordatevi che non lo è per tutti, DECISAMENTE NO). Innanzitutto controllate le fonti di quel che vi viene detto: se trovate dei numerini che rimandano ad altri documenti vuol dire che, con ogni probabilità, quanto detto è per lo meno affidabile o, in ogni caso, ricontrollabile. Il consiglio principale è sempre ovviamente, quando possibile, di controllare queste fonti. Esempio: se si fa riferimento a una legge andarsela a vedere ANCHE su un altro sito, bastano pochi click per verificare l'esattezza di un'affermazione. In ogni caso Wikipedia, sempre più spesso, segna in rosso le affermazioni non controllate e  non verificate da uno staff più o meno competente e che quindi non è il caso di citare a cena con gli amici. Poi io, personalmente, non mi farei MAI un'opinione politica su un sito scritto da altri che potrebbero avere atteggiamenti faziosi né, tantomeno, giudicherei determinati eventi storici da quanto vedo solo riassunto e non approfondito: pensare con la propria testa è un requisito fondamentale, SEMPRE!

Ma la funzione che più va sfruttata, a mio parere, di Wikipedia (ed è il motivo che la rende geniale) è il fatto che è facilmente e velocemente consultabile: pochi click e siete sul dato che vi serve. Spesso la utilizzo pure io per i miei articoli: mai per parlarvi di cose che non so ma, magari, per ricontrollare un minimo la trama o i nomi di vari personaggi, cose per cui dovrei aprire il libro e rileggermelo ogni volta senza questo strumento! Wikipedia può servire per la rapida consultazione, per un ripasso al massimo, ma MAI per lo studio: va utilizzata quando si sa di che parlare e si ha in mente l'argomento, altrimenti si rischiano di prendere delle cantonate pazzesche. Allo stesso modo non si consiglia di utilizzarla per determinate informazioni in cui un più o un meno sbagliati possono mandare tutto all'aria (come per formule matematiche lunghe chilometri).

Tutto questo articolo non è che una scusa per spezzare una piccola lancia, uno stuzzicadenti, a favore di un mezzo culturale di proporzioni rivoluzionarie e che viene sottovalutato e denigrato qualora si voglia aver ragione sull'altro in una discussione, come se chi consultasse Wikipedia fosse paragonabile alle caccole negli occhi la mattina (il tipico "Dove l'hai letto? Su Wikipedia? Ah bhè, allora..."). Non fatevi ingannare e intimorire da leoni da tastiera, ribattete con fierezza che sì, voi Wikipedia la usate e non c'è nulla di male! Ah sì, e tanto che ci siete, se vi accorgete di saperne qualcosina in più voi o se notate qualche imperfezione, perché non contribuire al miglioramento del sito? Basta veramente poco!

Il finale fa molto comunista ma spero renda l'idea!


Spero Wikipedia apprezzi questa piccola pubblicità assolutamente non retribuita ma, soprattutto, spero sia piaciuta a voi! Ora però voglio sapere la vostra opinione: come vi siete trovati con questo sito? Quanto vi fidate di Wikipedia? Fatemelo sapere qua sotto con un commentino (lo possono lasciare tutti, anche chi non ha un account Google Plus) o sulla pagina Facebook! Noi ci si vede tra un paio di giorni con la recensione lampo di "Storia di un Corpo" di Daniel Pennac: non mancate!  

lunedì 9 febbraio 2015

"Viaggio in Occidente", il primo Shonen!

I manga, si sa, traggono grossa ispirazione dalla cultura popolare degli orientali: feste, divinità e miti creano un buono piano d'appoggio, così che anche il lettore meno esperto, vedendo quella determinata citazione, subito capisca a cosa si sta facendo riferimento (basti prendere ad esempio i giochi di "As the Gods Will" o anche Amaterasu, Tsukuyomi e Susanoo di "Nauto"). Una buona fonte è rappresentata dalla letteratura sia manga (il citazionismo è un elemento sempre di moda per autori come Oda) che tradizionale. E per mettere in evidenza questi elementi ho deciso di collaborare con Sommobuta, famoso blogger e youtuber, che nel suo ARTICOLO analizza le influenze letterarie sugli ultimi capitoli di One Piece mentre io mi occupo del contributo portato dal romanzo classico cinese di Wu Cheng'En "Viaggio in Occidente". Per leggere il mio pezzo NON è indispensabile conoscere l'opera ma, qualora foste interessati, vi metto QUA il link del mio precedente articolo in cui ne parlo fornendovi gli elementi essenziali. Liberi di leggerlo o meno, la cosa essenziale, prima di partire, è tener ben presente l'inizio:

"Ci sono dei punti fissi nella nostra cultura occidentale che, anche senza averli affrontati nel dettaglio, rappresentano un bagaglio culturale per tutti noi: tra questi vi è l'Odissea (un uomo viaggia per mare), la "Divina Commedia" (Dante si fa una vacanza nell'oltretomba) e "Romeo e Giulietta" di Shakespeare (due tipi si innamorano e muoiono) per citare i più noti. Magari non li abbiamo approfonditi (io, ad esempio, non ho mai letto nessuna delle opere citate in versione Integrale) ma ne conosciamo, anche solo in maniera raffazzonata, la trama e sappiamo riconoscerne, per dire, una parodia. Tutto il mondo, nel 2015, è paese ma ogni cultura mantiene, tuttavia, un suo patrimonio personale: anche quella orientale. E l'opera che, a conti fatti, è più significativa e incisiva per molti aspetti oggi in Cina e Giappone è il romanzo "Viaggio in Occidente" di Wu Cheng'En."

Questa premessa ci introduce subito al più grande contributo portato da questo romanzo al mondo dei manga: l'invenzione del protagonista Shonen!

"Shonen Jump", la rivista Giapponese settimanale dove vengono pubblicati i capitoli dei manga più famosi

Scimmiotto, chiamato Sung Wukong o Son Goku (come pure la scimmia di lava in "Naruto"), è l'archetipo di ogni protagonista manga: ribelle e un po' selvaggio, sa essere serio se viene messa in pericolo la vita del suo maestro Tripitaka. Regolarmente, però, non è che una scimmia mangiona, cocciuta e un po' stupida, dotata di una forza sovrumana e un'agilità senza pari: alterna, ai colpi del suo bastone allungabile a piacimento, trasformazioni in esseri mostruosi e velocissimi viaggi a bordo di nuvole. Vi ha ricordato qualcosa? Goku, Naruto, Rufy, Ichigo, Toriko e centinaia di altri personaggi sono la diretta derivazione di questo eroe mitico che viene riproposto agli orientali in salse sempre diverse. Inoltre, anche il terzo Hokage ha chiesto aiuto a una scimmia combattente una volta...

Enma, re delle scimmie, fa la sua comparsa quando ancora Naruto era bello...

Come già saprete, o avrete intuito, il manga che più deve a "Viaggio in Occidente" è Dragon Ball. Si può dire tranquillamente che Goku e Scimmiotto siano la stessa persona: entrambi nati tra le scimmie, provengono da un guscio (di pietra o tecnologico) e hanno in comune, oltre alla coda pelosa, pure il bastone allungabile a proprio piacimento (senza contare il nome stesso per i Giapponesi!). Se Goku guarda la Luna e si trasforma in un gorillone gigante allora la sua controparte è in grado di diventare un mostro gigantesco a tre teste che sputa lunghe fiammate. Entrambi hanno anche avuto un maestro
significativo: chiamatelo maestro Muten (o nonno Gohan) o patriarca immortale Subuthi, alla fine sono la stessa persona. E le vicinanze tra i vari personaggi non finiscono qui! Quell'ingordo di Porcellino si è evoluto nel simpatico Oloong per la sfacciataggine (e in Hawk di "The Seven Deadly Sins" per l'ingordigia) mentre Sabbioso, invece, è più simile a uno Yamcha per il modo burbero di atteggiarsi. Anche Tripitaka ha una "reincarnazione" molto particolare: Crilin, col suo testone lucido, raffigura il monaco (per tradizione rasato) in cerca delle sacre scritture diventate, per l'occasione, le magiche Sfere del Drago! E magari le similitudini finissero qua, vero? Scimmiotto, prima di diventare un autorità in cielo, si era fatto come amico diversi re diavoli tra cui vi era anche il potentissimo Re Diavolo Toro, prima formidabile alleato e poi temibile nemico coinvolto in uno scontro indimenticabile che coinvolge tutte le divinità. In Dragon Ball compare sotto forma dello Stregone del Toro, il padre di Chichi, futura sposa di Goku: non è quindi un caso che da giovane si fosse allenato col vecchio Gohan e che il suo palazzo sia invaso dalle fiamme che dovranno estinguere grazie a un ventaglio magico. Questo oggetto magico, infatti, Scimmiotto cerca di ottenerlo dal suo vecchio amico, in "Viaggio in Occidente", per spegnere delle montagne perennemente ardenti che ostacolavano il cammino di Tripitaka verso l'India. Che il drago Shenron (e con lui Momosuke di One Piece) sia un tipico Drago Cinese, di quelli che abitano in lussuosi palazzi sottomarini, non ho bisogno nemmeno di dirvelo. Invece molto interessante è l'analogia tra Tenshinhan e il santo Erlang, l'unico combattente in grado di vincere Scimmiotto e che possiede, pure lui, un terzo occhio.
Scimmiotto vs Erlang o Goku vs. Tenshinhan?

Dragon Ball è forse il Manga per eccellenza ma non per questo è stato l'unico ad essere stato influenzato da "Viaggio in Occidente". Senza contare l'elemento "viaggio" (di cui un ottimo esempio è la serie di JoJo "Stardust Crusader"), mi focalizzerei di più sulla questione mitica e di un determinato ambiente prima di passare la parola a Sommobuta.

Le divinità cinesi sono pressapoco infinite ma solo poche vengono spesso ricordate. Facendo un distinguo tra mondo celeste e demoniaco, del primo i personaggi decisamente più ricordati sono i 4 protettori celesti del Buddha, ciascuno per un punto cardinale, e che vengono chiamati "I quattro Re Paradisiaci". Questo il titolo che ricoprono i protagonisti di Toriko ma che si può ricondurre anche ai quattro imperatori di One Piece piuttosto che a una moltitudine di riferimenti tra cui i re Kaio dell'aldilà di Dragon Ball (in cui compare anche un rossissimo re Yanma, guardiano degli Inferi nel manga, nel romanzo e nel mito cinese). In pochi sanno, invece, che i Pokémon hanno, a volte, tratto ispirazione non dai segni zodiacali cinesi ma dalle figure delle costellazioni delle Pleiadi: tra i vari animali ricordiamo Shi porco di fuoco (Tepig e compagni), Zu scimmia del fuoco (Infernape riconducibile anche a Scimmiotto) e Gui montone di metallo (Aaron ed evoluzioni).

I quattro "Re Paradisiaci"
Il mondo dei demoni è servito da spunto per numerose creature anche se è il caso di ricordarne due in particolare: i fratelli "Demone d'Argento" e "Demone d'Oro" che vivono nella Caverna del Loto. Presenti anche in Bleach (personaggi super secondari aiutanti dell'energica Kukaku Shiba), fanno la comparsa maggiore in Naruto sotto le spoglie dei "Fratelli d'Oro e d'Argento", due potentissimi guerrieri che utilizzano delle armi (vaso sigillatore, corda imprigionatrice, ventaglio distruttore e super spada) che sono presenti nello stesso episodio anche in "Viaggio in Occidente".

I due fratelli demoniaci

Una certa influenza è data anche da alcuni luoghi tra i quali spiccano i magnifici palazzi sottomarini dei re draghi. Eichiro Oda, nel tratteggiare il palazzo del re Nettuno, non ha di certo risparmiato i riferimenti al mondo cinese sia per l'architettura sia per i personaggi che la popolano: il ministro della destra e della sinistra non fanno riferimento a ideologie politiche ma a cariche realmente esistite! Questo palazzo è pure protagonista di una tragica scena in "As the Gods Will" e che chi ne ha letto le pagine non può dimenticarsene troppo facilmente!

Una delle mie tavole preferite di Oda!

Detto questo non mi resta che chiudere e passare la parola a Sommobuta e al suo Articolo sui riferimenti letterari nella saga di Dressrosa di One Piece! Passate dalla sua e dalla mia pagina FB, noi ci vediamo tra non troppo (spero) con un nuovo articoletto!



sabato 31 gennaio 2015

Viaggio in Occidente: un romanzo, un'esperienza di vita.

Ci sono dei punti fissi nella nostra cultura occidentale che, anche senza averli affrontati nel dettaglio, rappresentano un bagaglio culturale per tutti noi: tra questi vi è l'Odissea (un uomo viaggia per mare), la "Divina Commedia" (Dante si fa una vacanza nell'oltretomba) e "Romeo e Giulietta" di Shakespeare (due tipi si innamorano e muoiono) per citare i più noti. Magari non li abbiamo approfonditi (io, ad esempio, non ho mai letto nessuna delle opere citate in versione Integrale) ma ne conosciamo, anche solo in maniera raffazzonata, la trama e sappiamo riconoscerne, per dire, una parodia. Tutto il mondo, nel 2015, è paese ma ogni cultura mantiene, tuttavia, un suo patrimonio personale: anche quella orientale. E l'opera che, a conti fatti, è più significativa e incisiva per molti aspetti oggi in Cina e Giappone è il romanzo "Viaggio in Occidente" di Wu Cheng'En.

Il nostro autore
Per conoscere quest'opera non è indispensabile sapere molto del suo autore: Wu Cheng'En (1500 d.C. - 1582 d.C.) non è famoso per altre opere e ha tratto la trama del suo capolavoro da una serie di leggende precedenti che ha legato assieme creandone un romanzo. L'effettivo merito di questo mediocre scrittore è di aver saputo unire mito, religione, satira ed avventura cucendo assieme racconti popolari sotto forma di una trama unica (un po' come è accaduto da noi con l'Odissea e l'Iliade) che ha un senso e presenta pure una certa evoluzione dei personaggi (seppur minima) strada facendo.

Il romanzo, di 100 capitoli, è diviso in due parti: la prima, "Scimmiotto in Cielo", è composta dai primi 6 mentre gli altri costituiscono il vero "Viaggio in Occidente". La storia si svolge in una Cina fantastica di migliaia di anni fa e popolata da personaggi religiosi e mitici (santi immortali, draghi e divinità) che convivono tranquillamente con contadini,
"Monkey King" è l'ultimo film su questa parte
briganti e imperatori. In questa terra tutto può accadere: si può continuare a vivere per un tempo praticamente infinito ma anche cambiare forma, camminare sulle nuvole, creare potentissime magie, combattere schiere di orchi armati fino ai denti, destreggiare armi sacre, teletrasportare montagne e tanto altro ancora. Ed è in questo mondo magico che un giorno, da un uovo di pietra, nasce Scimmiotto, conosciuto come Sun Wukong o come Son Goku (ricorda nulla?), in base alla tradizione. Subito si dimostra un essere decisamente fuori dal comune: divenuto re di un gruppo di scimmie parlanti (come quasi tutti gli animali) sul Monte dei Fiori e dei Frutti, la creatura decide che vuole diventare una divinità del cielo. Dopo essersi addestrato presso un immortale ed aver appreso l'arte delle 72 trasformazioni, si reca presso un drago marino per richiedere delle armi e lì trova un bastone di metallo che si ingrandisce a suo piacimento e che nessuno, tranne lui, riusciva a spostare tanto era pesante (era servito per appiattire la Via Lattea, giusto per intenderci). A quel punto sale nel cielo e viene ricevuto dall'Imperatore di Giada, il custode supremo del mondo ultraterreno, che per liberarsene (quella sbarra era MOLTO pericolosa) gli assegna una carica misteriosa: quella dell' "equipuzio". Scimmiotto ci mette un po' di tempo a capire che "equipuzio" significa "stalliere", carica infima anche tra i mortali, e a quel punto
Guanyn diventerà, in seguito, un'alleata formidabile
minaccia di mettere a soqquadro il paradiso delle divinità. Prontamente bloccato, gli viene proposta un'altra carica, quella di controllore del "Giardino delle Pesche dell'Immortalità" che, però, gli fanno da banchetto dopo poco tempo. Braccato e rincorso da vari ufficiali, riesce a vincere molte divinità importanti nell'arte del combattimento corpo a corpo ma, alla fine, si vede costretto a cedere: viene catturato dal Lao Tzé (il fondatore del Taoismo) e dalla Pusa Guanyin (una divinità Buddhista che sarà di vitale importanza per le vicende future). Provano a scuoiarlo, a bruciarlo nel forno alchemico di Lao Tzé in cui si produce il cinabro (un elisir di immortalità in pillole) ma nulla, si arrossano solo gli occhi (un tratto distintivo insieme alle pupille d'oro): d'altra parte tra pesche dell'immortalità e quintalate di cinabro che si è inghiottito è diventato a tutti gli effetti immortale senza contare che, in precedenza, si è pure recato all'inferno per cancellare il suo
nome dal registro dei morti! Alla fine è costretto ad intervenire Buddha in persona che lo fa precipitare sulla terra con uno schiaffo e lo incatena sotto le montagne dei cinque elementi per 500 anni dandogli da mangiare solo ferro fuso bollente: questa la punizione per chi infrange l'ordine celeste.




Scimmiotto non può nulla contro l'immenso potere di Buddha!


La seconda parte è quella che dà il nome all'opera. 500 anni dopo la ribellione e l'imprigionamento di Scimmiotto, Buddha e Guanyn notano che in Cina, regno orientale, si è persa la vera fede. Allora fanno sì che il re, dopo una serie di vicende, mandi il giovane monaco Tripitaka fino al regno
Tripitaka
occidentale del Budda situato sul monastero del Monte degli Avvoltoi, nell'attuale India, per prendere un po' di testi sacri (sutra). Sulla via il monaco incontrerà e recluterà Scimmiotto (che controllerà tramite dei cerchi magici datigli da Guanyn per stringere la testa del burrascoso allievo causandogli forti mal di testa), un drago che si trasformerà in un cavallo bianco, Porcellino, un essere con la testa di maiale che mangia per dieci e che è sempre pronto a farsi beffe dei suoi compagni, e Sabbioso, un orco un po' taciturno. La via per il Paradiso Occidentale è Molto lunga (tra andare e tornare passano 14 anni) e irta di pericoli: una miriade di demoni vuole mangiare la carne di Tripitaka che, pare, possa donare molti anni di vita. Ogni volta, però, i tre condiscepoli riescono a salvarlo con uno schema apparentemente sempre uguale (maestro rapito - primi scontri non riusciti - richiesta di aiuto ad altre divinità) ma che in realtà cambia da situazione a situazione. Spesso sono costretti a chiedere l'intervento di Guanyn o, come nel caso del Demone Toro, di tutte le forze celesti in uno scontro epico che sconvolge la Terra. Finalmente, a fine romanzo, Tripitaka e Scimmiotto diventano Buddha mentre gli altri 3 discepoli riescono comunque ad elevarsi anche se con ranghi minori.



La storia, come avrete capito, se riassunta così può sembrarvi leggermente (giusto un pochino...) confusa se non sapete anche solo dell'esistenza delle 3 religioni Cinesi: Buddismo, Taoismo e Confucianesimo. Tutte e tre sono presenti (anche se l'ultima, molto diversa dalle altre, non la si trova spesso) e convivono pacificamente anche in Cielo: non c'è giusto o sbagliato, tutto convive e coesiste in perfetta armonia. L'autore privilegia, comunque, il Buddismo (anche se viene, in certe occasioni, preso di mira anch'esso) sia per ovvie esigenze di trama (anzi, spesso i taoisti sono demoni sotto falso aspetto) sia per motivi di censura.

I tre patriarchi: Buddha, Confucio e Lao Tzè

Censura? Perché un romanzo a sfondo religioso dovrebbe essere censurato? La visione del mondo divino per i Cinesi è molto diversa dalla nostra che si può riassumere con: "Sulla Terra le cose fanno schifo? In Paradiso tutto è bello". Si basa sul concetto di "trasposizione": c'è un re sulla Terra? c'è un re in Cielo. Qualcosa non funziona sulla Terra? Qualcosa non funziona anche in Cielo. Stessa cosa, dunque, anche per temi come corruzione ed eccessiva burocrazia, due piaghe che affliggevano la corte imperiale del tempo. Si rischia di essere esiliati per l'eternità perché un giorno, a uno dei numerosi banchetti, si fa cadere per sbaglio una coppa per terra! Questi aspetti ridicoli vengono evidenziati ed enfatizzati ogni volta che si parla dell'imperatore di Giada, il grande regnante celeste, e della sua corte che finisce sempre per fare delle figure ridicole. Ma anche figure religiose come Buddha e altri presentano caratteri MOLTO umani e materiali (Guanyn, personaggio fondamentale nel Buddismo, viene definita "vecchia zitella").

Ma, di tutti gli aspetti interessanti dell'opera, quello che sorprende di più è la... Storicità dell'opera! Eh già, che pensavate, che Tripitaka non fosse mai esistito? E invece sì! Egli, che in realtà si chiamava Xuanzang (602 d.C. - 664 d.C.), impiegò 17 anni per recarsi in India (14 nel libro) a recuperare
Il Vero Tripitaka
delle sacre scritture che ci sono giunte fino ai nostri giorni. Inoltre, tanto per rincarare la dose di storicità della vicenda, lo stesso Wu Cheng'En inserisce traduzioni di preghiere da parte del nostro protagonista create dalla sua controparte vera e, inoltre, un elogio che l'imperatore della Cina gli fece una volta tornato a casa.

Viaggio in occidente ve l'ho voluto appositamente presentare in modo Molto semplice perché voglio che rimanga una sorta di esperienza immediata e d'impatto: se c'è un libro da leggere, anche non per forza per intero, è questo. Potrebbe benissimo essere paragonato a un manga di combattimento moderno ma senza immagini misto a scene di poesia paesaggistica ripetitiva ma molto bella. Di tutte le opere lette fin'ora questa, come persona, è quella a cui sono, forse, più legato. In Italia, infatti, ve ne sono principalmente tre edizioni: una della Kappa che, sebbene MOLTO ridotta, è comunque decisamente gradevole (letta alle medie), una magnifica dell'Adelphi concentrata in 30 capitoli (letta alle superiori) e infine una della Luni integrale (letta di recente alle superiori): sono cresciuto, insomma, in
questi ultimi 8 anni, accompagnato in fasi diverse della mia vita da questo capolavoro che è aumentato, progressivamente, di difficoltà: non vi nascondo, dunque, la mia emozione nel finire, il 30 dicembre, questo capolavoro per l'ultima volta. Sono cresciuto con il romanzo e con lui ho compiuto un importante percorso di crescita che mi ha portato ad essere quello che sono: una specie di parente sempre presente, insomma!

Il "viaggetto" che si è fatto Xuangzang in 17 anni


Come già detto, però, non ho intenzione di esaurire qui l'argomento! Sabato prossimo doppio articolo con Angelo "Sommobuta" Cavallaro, esperto di manga e famoso blogger e Youtuber, in cui parleremo delle influenze della letteratura (e non solo) sul mondo dei fumetti giapponesi. Si parlerà, tra i vari titoli, di capolavori quali Dragon Ball, Naruto, Bleach, One Piece ma anche di JoJo, Seven Deadly Sins, Toriko e Pokémon! Tengo molto a questo progetto e spero di potervi trasmettere tutta la mia eccitazione! Venite a trovarmi su Facebook per avere continue informazioni! Altrimenti ci si vede lunedì prossimo!





sabato 24 gennaio 2015

In cucina con Dumas: Piatti Proibiti e Ricette Segrete!

Ciao e benvenuti a un nuovo sabato letterario del Letterarteblog. In questo periodo sto progettando collaborazioni e brani molto importanti (leggete l'articolo fino in fondo) e sono, inoltre, sommerso dallo studio (maledetta sessione invernale!): quindi mi rendo conto che i miei ultimi lavori sono un poco sottotono rispetto ad altri ma non temete, sabato prossimo inizia il periodo d'oro invernale del blog: per ogni aggiornamento e capire di che sto parlando venite a trovarmi sulla mia pagina Facebook oppure aspettate una settimana o, molto semplicemente, leggetevi tutto il brano di oggi!

Intanto vi dico anche una piccola cosa: ho cancellato un articolo. Non vi dirò quale, chi avrà voglia lo scoprirà da solo, ma non me la sentivo più di presentarvelo. Quando vi propongo o consiglio una determinata cosa lo faccio perché, a mio parere, è più che valida e meritevole. Qualora questi standard non vengano rispettati (anche dal punto di vista umano), non me la sento di offrirvi più quel determinato prodotto: è un discorso, essenzialmente, di fiducia, chiarezza e trasparenza nei vostri confronti! A dire la verità penso non avrei dovuto mai scriverlo, quel pezzo, ma mi sono sforzato e ho chiuso un occhio. Ora però è giunto il momento di dire basta: ci ho perso tempo e amen, pazienza, guardiamo al futuro e all'articolo! Spero di riuscire a strapparvi almeno un sorriso questo sabato!



Quel che vi offro oggi, comunque, è una piccola chicca. Vi ricordate l'elenco delle opere lette quest'anno (se la risposta è no lo trovate QUA)? Tra i testi citati vi era "Cucina per Veri Amanti" di Alexandre Dumas (1802 - 1870) che vi consigliavo ma con qualche riserva. Allo stesso modo, invece, vi esortavo a recuperare "Piatti Proibiti e Ricette Segrete", un libretto analogo che, come suo fratello, raccoglie delle ricette curiose su alimenti un po' stravaganti tratti, tutti, dal "Grande Dizionario di Cucina", un'opera che non penso abbia troppo bisogno di spiegazioni (il titolo dice
Alexandre "lo Smilzo" Dumas
tutto). Però c'è da dire che non si tratta solamente di un noioso elenco enciclopedico freddo e asettico (anche, talvolta, ma non sempre) ma vi sono presenti piccoli racconti di esperienze personali tratti dalle avventure di una grande penna della letteratura francese a cui piaceva non poco sedersi a tavola e gustare piatti particolari e sempre nuovi. Nonostante le buone intenzioni una certa pesantezza aleggia comunque sull'opera per cui qui, oggi, voglio cercare di alleviarla. Infatti ho intenzione di prendere alcuni degli alimenti più strani di "Piatti Proibiti e Ricette Segrete" e di raccontarveli in modo un poco più riassunto e meno prolisso, tanto dubito che qualcuno di voi si metta a cucinare carne di Pellicano, quindi vi posso dire direttamente che ne pensa Dumas che l'ha assaggiata! Mi raccomando, godetevi il ricettario e se vi è sembrato interessante comprate il libro, è sicuramente molto più ampio e dettagliato!

PICCOLO DISCLAIMER PER I SENSIBILONI
Il pezzo contiene descrizioni su come preparare certi animali e, alcuni di questi, potrebbero urtare la vostra sensibilità. Io non vi posso costringere ad andare avanti ma tenete conto che, anche se sarebbe bello, bistecche, salsicce e hamburger del Mc Donald non crescono sugli alberi: fate un po' i conti con voi stessi e non datemi dell'assassino, grazie!

Anche la carne è felice di essere carne! (?)


1) Armadillo: che bestia sia l'armadillo non ho bisogno di dirvelo: sappiate che, però, sotto quel lucido carapace color ocra si cela una carne molto tenera e delicata ma dal sapore un po' muschiato (non si lava spesso le ascelle) che potrebbe non piacere ad alcuni: offritelo al vostro amico Indiano, Dumas dice che lo apprezzerà di sicuro! In particolare penso che l'armadillo rosa argentino sia uno degli animali più carini al mondo: secondo voi è anche uno dei più teneri (inteso come consistenza, ovviamente...)?

Non sembra una piccola aragosta pelos... hey, cos'è quella specie di coda flaccida laggiù? 0.0

2) Attinia: avete presente quando andate al mare, sugli scogli, e vedete, sott'acqua, delle schifezze gelatinose attaccate alla parete rocciosa che pregate il cielo non finiscano sotto il vostro piede? Ecco, l'attinia è uno di questi schifi che pare unisca il sapore del gamberetto alla consistenza della bistecca (circa). L'apertura superiore che fa sia da bocca che da ano poi è una chicca speciale per veri intenditori! Se è così buona mi chiedo perché non la servano anche al ristorante... #dumasnonmentire

Così invitante... Non vi viene voglia di mangiarla?

3) Calape: questo non è un vero animale ma un piatto a base di tartaruga adatto per feste, comunioni e battesimi in quanto un animale di questi può sfamare anche 50 persone. E oggi avete la fortuna che io, insieme a Dumas, vi spiegheremo come prepararlo! Prendete una tartaruga marina, di quelle grosse mi raccomando, e appendetela a testa in giù: a questo punto con una sciabolata apritele la pancia e lasciate che perda tutto il sangue (se le tirate il collo prima non soffre). Fatto ciò toglietele il carapace della pancia (attenti agli organi interni) e scartate il fegato che fa schifo. Dentro troverete due bei pezzi di carne che dovrete fare a pezzetti e mettere in un consommé a bagno nell'acqua fredda con vari aromi. Fate cuocere a fuoco lento e aggiungetevi delle chenelle (polpette di carne francesi, perché chiamarle "polpette" fa troppo casalingo) di pollo. Quando è tutto pronto versate il brodino nel carapace dell'animale ormai svuotato che farà da piatto unico centrale e servite ben caldo! Dumas dice non essere troppo buono ma se c'è crisi e gli invitati sono tanti perché no?

E ringraziate che ho evitato immagini di animali squartati!


4) Cane: tutti mangiano il cane: dagli indigeni Canadesi fino ai Kantchadales (non chiedetemi come si pronunci che non ne ho idea!) dell'Oceania passando per gli Africani (che Dumas gentilmente chiama "negri"). Pure gli antichi Greci e Romani ritenevano che il fedele quadrupede fosse una vera delizia, ce lo riferiscono molti autori dell'epoca! Pare che a scoprire questa pietanza sia stato un sacerdote Greco che, per caso, ne assaggiò il sangue e da questo, non chiedetemi come, comprese il valore di quella carne. E per far contento chi reclama stereotipi da riportare in giro sì, anche i Cinesi mangiavano cani, contenti ora? Però, come per i Romani, pare fosse un cibo particolarmente ricercato destinato alla sola nobiltà: oh, ma non è che, magari, è effettivamente buono? A quanto pare sì, se da noi lo spacciano per carne di capriolo da accostare a una buona polenta!

Oggi i cani in Cina vengono trattati come da noi in Occidente!

5) Canguro: Dumas fa di tutto per convincerci che questo animale sia tra i più buoni sulla terra e ci consiglia vivamente di mangiarlo: facile da addomesticare anche in Europa, pieno di carne buona, filetti giganteschi e coda saporita con cui fare una zuppa "che sovrasta tutte le altre per il sapore e la bontà". Avete bisogno di altre prove? Cerca, addirittura, di smuovere l'animo dei lettori più sensibili invitandoli a cuocere l'animale prima che invecchi che, se no, gli viene la cataratta e "talvolta precipitano e si uccidono contro i muri del loro recinto" (non dovrei, ma un po' rido)! So che in qualche ristorante australiano lo propongono: voi l'avete mai assaggiato? Sono sinceramente molto curioso!



6) Cigno: in poche parole: è un'anatra più bella delle altre, per il resto non cambia troppo di sapore e può essere al massimo un po' più tenera. Cigno, mi deludi ancora una volta dopo che ho visto quanto sei antipatico nella realtà (provare per credere, mordono come dannati...)!



7) Delfino: sa di tonno ed è indigesto, seppur venga considerato un piatto d'onore. Mi sta un po' sul culo, principalmente perché più intelligente di me, e non mi dispiace se i Giapponesi lo pescano, ne tagliano la lingua e poi lo rigettano morente in mare (sto scherzando, ce ne ho uno nella vasca da bagno, mica son cattivo!).

Penso sia una delle peggiori foto di tutto Internet...

8) Elefante: mangiato, ai suoi tempi, prevalentemente in India e nella zona tra Vietnam e Cambogia, di quest'animale vengono apprezzate in particolar modo le zampe grigliate (piatto delicatissimo) e la proboscide. Vi metterei anche la ricetta ma è lunga e, secondo me, viene un po' cara al chilo come carne. Se decidete comunque di farla una sera di queste scrivetemi in privato che vi dico come la fa Dumas ma, mi raccomando, chiedete al vostro macellaio di fiducia se vi può togliere le ossa prima!

Altrimenti la carne la trovate già in scatola!

9) Hocco: l'hocco è una sorta di pollo nero dal becco incredibilmente giallo originario del Sud America. Dumas riferisce che, oltre ad essere buono come il tacchino, è pure educato come un bravo guaglione: bussa alla porta prima di entrare, tira l'abito dei padroni e li segue per la strada. Inoltre, quando torni la casa alla sera, stanco dopo un'intensa giornata di lavoro, il tuo hocco ti darà il benvenuto facendoti le feste, contentissimo di rivederti dopo tanto tempo! Perché comprare un cane quando puoi avere un hocco al tuo fianco? Ti sveglia al mattino, lo porti a fare due passi al parco, gli lanci un bastoncino, torni per le 12/12:30, gli tiri il collo, lo spiumi, lo fai in forno e lo servi ad amici e parenti: simpatico, utile e buono!

È decisamente più figo di me!

10) Orso: tutti, ai tempi di Dumas, mangiavano l'orso che, fino a pochi anni prima, era ritenuto un alimento tabù (come il cavallo per gli inglesi ancora oggi). Per fortuna dell'autore e dei suoi contemporanei il divieto morale scomparve molto presto quando si accorsero che la carne dell'animale era incredibilmente buona e delicata. Mangiato in tutto il mondo (sì, anche in Cina...), dell'orso si apprezzano soprattutto le delicatissime zampe di cui ci viene offerta la dettagliatissima ricetta (che però vi risparmio) di Monsieur Urbain Duvois, cuoco alla corte prussiana, che rimase impressionato dalla bontà del piatto servitogli per la prima volta a S. Pietroburgo. Rosso, grigio, nero o bruno che sia, l'orso pare sia sempre buono: lo stesso Dumas ne era particolarmente ghiotto. E voi, lo mangereste? Anche il panda, di conseguenza, non deve essere male...

La passione di Dumas per l'orso era ben nota anche ai tempi...

11) Pantera: animale mangiato in India e non addomesticabile (ma va?), la pantera viene sfruttata, a fatica, per la caccia: secondo me sono più le volte che si pappa il padrone piuttosto che il fagiano di turno. Rimane, comunque, un piatto esotico anche se meno buono dell'orso: quando la preparate, care massaie, togliete il fegato che fa schifo.

Vuole solo fare amicizia...

12) Pellicano: quest'animale buffo, come molti volatili marini, non è per niente buono: duro e puzzolente, serve solo a fare dell'olio (con cui non penso sia bello condire l'insalata): se non lo trovate da catturare in giro mi sembra che all'Esselunga, al bancone del macellaio, il martedì mattina ogni tre settimane ne compaia un pezzettino in saldo: provare per credere!

Quanto non è bello?


Questi erano solo 12 dei 30 animali riportati nel libretto "Piatti Proibiti e Ricette Segrete" edito dall'editore Ibis che, per 7€, vi consiglio vivamente di acquistare!




Giunti a fine capitolo vi posso annunciare che sabato prossimo vi parlerò, finalmente, di "Viaggio in Occidente", un romanzo classico cinese che rappresenta una delle esperienze letterarie più coinvolgenti e commoventi della mia vita. L'altra notizia è che la settimana seguente, in collaborazione con il blogger e youtuber Angelo "Sommobuta" Cavallaro, pubblicherò un doppio articolo (uno mio e uno suo) dove analizzeremo le influenze della letteratura (e non solo) nei manga! Per ulteriori dettagli venutemi a trovare su Facebook!