venerdì 11 luglio 2014

Articolo a Sorpresa! Tanti auguri, buon anniversario e "La Cicciona" di Guy de Maupassant (per non parlare dell'esame...)

E... sorpresa! Non ve l'aspettavate? Nemmeno io! In realtà l'articolo di oggi a caso non è poi così tanto a caso (bhè, un po' sì) ma, in realtà lo pubblico per un'occasione... speciale! Infatti questa non è una semplice chiaccherata come sempre ma un vero e proprio regalo di compleanno che la persona interessata, forse (spero), non aveva previsto.

Tutto nacque quando, per gioco, portai a questa persona dalla Fiera del Libro di Torino un libretto intitolato "La Cicciona", un breve racconto di Guy De Maupassant (1850-1893) edito dalla casa editrice "Editori Indipendenti". Questa volta l'articolo sarà MOLTO particolare. Infatti non solo lo sto scrivendo di getto ma... non avrò nemmeno modo di ricontrollarlo più di tanto e, quindi, sarà anche PIENO di orrori grammaticali e quant'altro. Inoltre ci sono vari fattori che potranno giustificare un tale scempio di accuratezza e questi sono, nell'ordine: 1) non ho il libro con me e non posso ricontrollare dettagli vari pur avendolo letto un mesetto fa 2) lo sto scrivendo la sera per il mattino dopo, quindi manca poco poco tempo 3) oggi non è stata una giornata impegnativa, DI PIÙ (la storia dell'esame non era finta, tutt'altro! E anzi, anche se l'ho passato, se volete andarvi a vedere un breve riassunto di come sia andata digitate pure su google "big black dildo penetrates young boys' ass") 4) non conosco bene l'autore (e, quindi, è come dire che non lo conosco affatto) 5) non ho mai approfondito più di tanto la corrente che stiamo per affrontare, ovvero il realismo di fine 1800 (anche se non è che non so un cazzo, eh...). E, quindi, se anche con queste magnifiche premesse avrete voglia di mettervi a leggere, bhè... tanto di cappello! Per chi capitasse qui per la prima volta (sì, dispiace anche a me...) non si scandalizzi, non lavoro MAI così, questa è l'eccezione che conferma la regola! Tanto che ci sono vi invito, tutti quanti, ancora una volta, a passare dalla mia pagina facebook a mettere mi piace e controllare le stronzate che posto ogni giorno, sia mai che vi divertano o incuriosiscano ogni tanto!
Ed ecco il nostro Guy de Maupassant di cui so solo il nome e le date di nascita e di morte perchè beceramente copiate da Wikipedia come se non ci fosse un domani


Il racconto è veramente facile e scorrevole nonchè corto in una maniera quasi imbarazzante (cazzo Guy, potevi impegnarti un po' di più, no?) e, quindi, se lo trovate vi consiglio di acquistarlo immediatamente, ne rimarrete soddisfatti! Tuttavia non posso nemmeno pretendere che voi tutti compriate qualcosa che vi può intrattenere solo per un pomeriggio scarso, è più che comprensibile. Ed ecco che, quindi, a tal proposito, ho deciso di raccontarvi la trama per sommi capi con tanto di finale: ovviamente il mio modo di esprimermi non è nemmeno minimamente comparabile con quello dell'autore originario che è un genio della letteratura mondiale. Quindi anche se decideste di leggere qua quel che accade nell'opera... non rimarrete affatto delusi dalla lucida e toccante penna di uno dei più grandi autori della letteratura mondale se mai trovaste questo libro tra gli scaffali della vostra libreria di fiducia: a voi la scelta!


La traduzione del titolo originale francese, sarebbe in realtà, "La Palletta di Sego" a indicare l'aspetto (e l'atteggiamento) esagerato di questa prostituta di una pacifica cittadina francese invasa dai soldati prussiani: la Cicciona, appunto (chiamo ogni personaggio con il loro tratto distintivo non potendo consultare il loro nome). Ed è appunto, come accennato prima, in una sera d'inverno qualunque del 1800 (non ricordo il periodo preciso) che le truppe prussiane occupano una cittadina (maledizione non ricordo quale) francese non troppo lontana dal confine (maledizione, come cazzo mi chiamavo...?). I cittadini, loro malgrado, sono costretti a convivere con gli invasori e devono subire anche le loro prepotenze senza poter fiatare. In tutto questo 10 persone chiedono alle autorità militari prussiane di poter fare un piccolo viaggio di due giorni verso una cittadina non troppo distante per svariati motivi loro. Abbiamo, nel gruppo, 3 famiglie di Nobili-Borghesi, un Rivoluzionario Democratico, due Suore e la nostra Cicciona, prostituta di professione. Tutti i personaggi di questa buffa compagnia sono caratterizzati in ogni loro aspetto, fisico e morale, in maniera caricaturale mettendo in evidenza i difetti, sia fisici sia morali, di ciascuna classe sociale: così i Nobili-Borghesi saranno o grassi e antipatici o magri, grigi, tristi e bigotti, il Rivoluzionario dalla rossa barba appuntita avrà sempre in bocca belle parole di pace e fratellanza ma non perde occasione per lodarsi, le Suore eccessivamente consumate se ne staranno sempre sulle loro e non parleranno se non per criticare i comportamenti inadeguati alla morale di qualche malcapitato e la prostituta Cicciona, così espansiva fisicamente, lo sarà anche moralmente e sentimentalmente, pronta a far esplodere i suoi pensieri in faccia alla gente (e presto capirete quello che intendo). Tutte le classi sociali sono messe alla berlina, tutte sono dileggiate, tutte ridicolizzate: bersaglio della satira non sono le classificazioni sociali in sè ma l'umanità tutta, così imperfetta ma, allo stesso tempo, così superba. Non vi è, nell'opera, a conti fatti, un solo personaggio positivo e questa è, secondo me, la grande, GRANDISSIMA forza di questo racconto. Ma torniamo a dove eravamo rimasti!

Avevamo lasciato i nostri 10 protagonisti tutti sulla stessa carrozza in viaggio verso questa località a cui tenevano giungere il prima possibile. La strana compagnia partì in piena notte per la campagna ricoperta di neve e ghiacci. Ovviamente tutti, a parte il Rivoluzionario, sono indispettiti e guardano male la Cicciona in quanto, come già detto, è una nota prostituta. Il viaggio, però, si rivela più difficoltoso del previsto e il mezzo di trasporto procede a rilento e con grandi sforzi: così la compagnia, che sperava di arrivare presto al paese che si doveva trovare in mezzo per poter metter qualcosa sotto i denti, si ritrova a bocca asciutta. Vi è mai capitato tipo di partire in mezzo alla notte e di sentire, nello stomaco, quel vuoto cosmico quasi doloroso che, come un buco nero, cerca di divorare le vostre stesse budella? Quella fame atavica tanto che vi stronca che quasi non riuscite a muovervi? Bene, questo è quello che provavano tutti quando videro un evento straordinario svolgersi davanti a loro: la Cicciona, come se nulla fosse, sfilò via un cesto pieno zeppo di cibi succulenti da ogni tipo da sotto al suo sedile. La prostituta, dopo aver condiviso parte del suo cibo con le Suore, iniziò a rimpinzarsi come se nulla fosse. Tutti, dopo aver fatto un'espressione simile a quella del gatto con gli stivali nel secondo film di Shrek (evito di mettervi l'immagine, la conoscete, dai!), abbassarono la testa e chiesero umilmente un po' di cibo che la Cicciona, per nulla scandalizzata, subito condivise: e fu così che una povera prostituta, nell'arco di poche ore, divenne l'anima del gruppo e subito strinse amicizia con tutti quanti, Nobili compresi (a quanto può arrivare l'ipocrisia umana!). Dopo qualche ora di felici chiacchere la carrozza arrivò, finalmente, al paese di mezzo prima della loro destinazione finale. Ed è qui, che dopo un così piacevole viaggio, iniziarono ad arrivare le prime grane: infatti il generale Prussiano che faceva la posta non voleva assolutamente farli proseguire. Mentre i 10 alloggiavano nella taverna dove anche costui risiedeva cercarono di convincerlo in ogni modo, ma niente, non si riusciva ad avere il suo ok! Un sera, finalmente, dopo cena, fece chiamare nella sua camera la Cicciona che, dopo non troppo tempo, tornò in lacrime dall'incazzatura. Tutti le chiesero che cosa non andasse, se avesse scoperto qualcosa, ma NULLA, la prostituta non volle parlare anche se, dopo non troppo tempo, il motivo di tanto disagio fu chiaro: il generale Prussiano non li avrebbe fatti andar via finchè la Cicciona, che strenuamente resisteva trattandosi di un nemico di guerra, non si fosse concessa a lui. Se all'inizio tutti ammirarono il suo comportamento valoroso poco dopo il sentimento si trasformò dapprima in risentimento per poi sfociare in odio. Tutti e 9, dalle Suore al Rivoluzionario, biasimavano la troppa testardaggine della Cicciona che si infuriava, dando in estreme manifestazioni di escandescenza, ogni volta che la stessa scena della chiamata si ripeteva ogni sera. Anche lo stesso Rivoluzionario la odiava, se non con maggior impeto degli altri: infatti la nostra eroina si era rifiutata di concedersi a lui dal momento che si trovavano in uno stato di guerra e la sua stanza si trovava proprio accanto a quella dell'ufficiale Prussiano (che smacco per il giovane troppo convinto del suo fascino da ribelle). Alla fine, dopo numerosi discorsi su nobili eroine che si erano sacrificate ed imprecazioni, la Cicciona fu costretta a concedersi e, mentre l'atto si stava consumando tristemente, tutti festeggiarono come se non ci fosse un domani bevendo più del dovuto, sbeffeggiando l'assente e, infine, imitandola ciascuno nelle proprie camere da letto con la propria consorte. Il mattino dopo, al momento della tanta agognata partenza, nessuno le rivolse la parola nemmeno per un saluto, considerandola "sporca" per quel che aveva fatto la sera precedente. Il racconto si chiude con una delle scene più commoventi per come la crudeltà degli uomini è messa in risalto: si presenta, infatti, una situazione molto simile a quella dell'andata ma al rovescio; tutti hanno qualcosa da mangiare per il viaggio tranne la Cicciona che, piangendo, guarda gli altri rimpinzarsi alla faccia sua senza offrirle niente. Tristi? No? Siete delle persone orribili!

Questo racconto appartiene al genere del realismo, una corrente che soprattutto nella seconda metà del 1800 si radicò con successo. Non si volevano raccontare banali avvenimenti di tutti i giorni ma l'intento era di mettere in risalto le reazioni dei personaggi. Nessuno può dire che quello de "La Cicciona" sia un racconto REALISTICO in senso stretto ma, per via della precisione con cui sono raffigurate le relazioni tra i vari personaggi, è REALISTA. Quindi, stando a questa definizione, anche un racconto fantasy può essere realista in quanto il fulcro di tutto non è la vicenda in sè. D'altra parte quelli sono anche anni in cui si sviluppa un nuovo approccio alla scienza tutto basato sull'osservazione e in cui si crede che tutto possa essere analizzato, anche l'uomo e le sue emozioni: era la nascita della sociologia, della psicologia e, più avanti, della psicanalisi resa famosa grazie alla figura di Freud.


E quindi, per stavolta è tutto. So che non è il miglior pezzo mai scritto (alla fine è quasi tutto un gigantesco riassunto) ma i tratti fondamentali li sapete, non c'è da perdersi troppo in dettagli inutili, siamo sinceri! Il vero motivo di queste righe è per fare non solo tanti auguri per i 19 anni di una persona a me cara (LA più cara) ma, anche, per ricordare un avvenimento che cambiò le nostre vite ormai più di 3 anni e un mese fa (che cos'è? Mha, chissà...)!Spero ti sia piaciuto questo "biglietto di auguri" (inteso in ogni senso) e ti lascio con questa canzone secondo me... significativa! Per tutti gli altri buona estate e, per chi mi segue su facebook, ci vediamo ogni giorno per curiosità sempre nuove, dipinti mozzafiato e altre amenità!



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